@Tizianeda per #cuntaecanta: pensare, amare e dormire bene

“Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene, se non si è pranzato bene”.

A scrivere tale sagace frase, non è stata un’illuminata massaia del nostro sud suddissimo, bensì – a dimostrazione del fatto che l’approccio sentimentale verso il cibo è universale – una ossuta, intelligente, colta scrittrice anglosassone: Virginia Woolf.

Non sapremo se Virginia, abbia mai incontrato l’illuminata massaia, se sia stata mai introdotta ai molteplici piaceri multisensoriali della cucina calabra, al punto da farle pronunciare una frase così. Però noi tutti, di queste parole, ne percepiamo la profonda verità.

Noi che siamo testimoni, destinatari, fruitori, creatori, cultori, ricercatori delle gioie saporose di cibi cucinati con cura e amore. Perché è così, in cucina, tutti i sensi vengono coinvolti e sedotti da pietanze create da mani amorevoli.

Il primo: l’olfatto, che è la porta aperta al profumo del cibo e ti conduce lieve nel mondo dell’immaginazione che gioca con la memoria: il cibo che non vedi ancora, ma che, grazie all’olfatto assume una forma, riceve un nome e stimola ricordi.

Poi continui, seguendo l’invisibile percorso odoroso che ti guida fino alla bellezza materiale di ingredienti combinati tra di loro, come in un gioco alchemico. E’ la vista ora che, unita all’olfatto, ti regala la percezione di cosa il gusto da lì a poco sentirà.

Penultimo il tatto, che si avvale dalle labbra e del palato, porta d’ingresso al sapore.

Poi tutto il resto è piacere.

Ché mangiare non è un vuoto gesto meccanico, ma una danza di sensi, di emozioni sublimi e felici. Noi questo lo sappiamo.

E’ un piacere che inizia nel momento in cui entri in cucina e combini, con arte sapiente e antica, i cibi, come parole in una lettera d’amore.

E’ un piacere che raggiunge l’apice mangiando, degustando il racconto gioioso scritto tra fornelli e tavoli.

E poi, poi, dopo aver mangiato bene, ci sarà concesso di pensare, amare e dormire bene.

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Il Cantastorie e Chianalea

10355757_10202575708610995_5999508450785504455_nQuando è apparso tra le strade raccolte del Borgo, il sole era sparito. Platealmente dietro il mare. A sostituirlo i lampioni di una luce timida e gialla a sottolineare il profilo della antiche case appoggiate sull’acqua. Una muraglia adorna di porte, tetti, finestre, balconi sopraffatti da fiori e vasi verdi. Una muraglia abitata e piena, a tratti interrotta da strette brecce o ampi spazi, rifugio e appoggio per le barche, a rimandarci la presenza del mare, il suo azzurro in movimento costante e sensuale, il suo odore umido. E qui, tra le vie minute, nel Borgo di Chianalea di Scilla, antico villaggio di pescatori, all’improvviso, come d’incanto, come restituito da una dimensione senza tempo e spazio, è apparso un Cantastorie: Nino Racco il Cantastorie. Con la voce e la chitarra ha dato corpo e anima, tra le strade strette, a personaggi epici della tradizione Calabrese, che hanno rivissuto le loro gesta tra la gente assiepata, silenziosa e stupita. E allo spettacolo intenso e coinvolgente del cantore, si è aggiuntoIMG_20140725_223402 quello di chi è accorso per ascoltarlo, per sentire la voce di quest’uomo dallo sguardo acuto e la gestualità plateale di un menestrello, che è riuscito a imbrigliare i presenti nella rete delle sue storie cantate. Uno spettacolo in movimento, come una barca luccicante in mezzo al mare, tutti insieme, tutti parte dello scenario. Tutti protagonisti dello stesso stupore. Bambini, ragazzi, giovani, meno giovani, anziani, a seguire con lo sguardo e con i passi, a scoprire la bellezza del racconto e delle storie lì contenute. E così mentre Nino Racco il Cantastorie raccontava e camminava, la gente accorsa ascoltava e seguiva i passi dell’incantatore. IMG_20140725_223540E guardando e ascoltando abbiamo vissuto il potere taumaturgico delle storie. Perchè le storie calmano, le storie cullano, ci riportano nel mondo placido dell’infanzia in cui il tempo che scorre non esiste, in cui tutto può accadere. Nino Racco il Cantastorie, nelle strette e antiche vie del Borgo di Chianalea, per una sera, è riuscito a ricreare questa magia, ritrovando per noi il tempo perduto. Tizianeda

storie e racconti dalla provincia di Reggio Calabria