Anteprima Cunta e Canta a Rosarno “La notte del lavoro narrato”

Un contest per blogger e videomaker. Un form da compilare indicando storie da raccontare, luoghi da mostrare, persone da presentare, canzoni da ricordare, proverbi da condividere.E quindi gli eventi, che da online diventeranno offline secondo le indicazioni degli abitanti.

Calabresi Creativi presenta “Cunta e Canta”, il primo festival open source della provincia di Reggio Calabria, tra memoria e innovazione.

Il progetto, vincitore del bando di marketing territoriale indetto dall’amministrazione provinciale, si fonda su una scommessa forte.

“Scommettiamo di avere storie inedite da raccontare, cunti che non sono solo resoconti ma legami tra passato e presente, collanti di comunità, testimonianza di vita realmente vissuta; scommettiamo sul valore forte dell’abitare, che significa conoscere il territorio nei suoi aspetti più sconosciuti; scommettiamo che queste storie, in parole e musica, sia possibile condividerle” si legge nel manifesto.

«Volevamo che fosse il territorio a dirci dove muoverci e cosa mostrarci» sottolinea il presidente Domenico Rositano. «Al posto di un programma calato dall’alto, puntiamo su un’interazione condivisa tra associazioni e cittadini» rincara la responsabile Josephine Condemi.

Da qui, la possibilità di candidarsi come narratori al contest e di suggerire cunti, luoghi e storie. L’anteprima di questo work in progress che vuole coinvolgere l’intera provincia fino ad agosto, si terrà a Rosarno il 30 aprile in concomitanza con “La Notte del Lavoro Narrato“, evento nazionale in cui si racconteranno storie positive di lavoro.

Grazie alla sinergia con i ragazzi di A di Città, il patrocinio del comune e il supporto della Mediateca Civica, in una piazza Convento chiusa al traffico dalle 18 si alterneranno “cunti ” e canti con gli abitanti del territorio che ci metteranno la faccia: Tony Ascone e il taglio a caldo del polistiroloKhadim Gayé e la squadra di calcio “Koa Bosco”Angelo Siciliano e il teatro sociale a CinquefrondiDomenico Cristofaro e i materiali per l’edilizia dalla sansa delle olive; Rosa Morabito e la magia dei colori; Yaya e Turi e la ricerca di suoni e materia; i Kasumai con la forza delle percussioni. Previste delle postazioni in cui gli artisti e gli imprenditori potranno esporre le loro opere nonché una postazione “proverbi” in collaborazione con Cityteller che permetterà di geolocalizzare tutti i modi di dire di Rosarno e dintorni.

Un festival che punta sulla possibilità del networking 2.0 senza dimenticare la tradizione, a partire dal logo (ideato da Laura Sammarco, realizzato da Francesco Paradiso): una chiave di do allo specchio. Per superare la frammentazione, cuntando e cantando.

cunta-e-canta

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Cunta e Canta racconta…

Vivi in provincia di Reggio Calabria?

Immagina di dover raccontare il luogo in cui vivi ad una persona che non lo conosce. Quali parole useresti?

Prova a segnalarci (usando il form che trovi in basso o attraverso la nostra pagina Facebook)

storie da raccontare

 luoghi da mostrare

 persone da presentare

 canzoni/mottetti da ricordare

  proverbi da condividere

oppure posta una foto sui social network con l’hashtag #cuntaecanta

Diventa protagonista del “Cunta e Canta Story”

Tizianeda per Cunta e Canta

Da “La Medaglia del Rovescio”

“Che dici Sposo Errante partecipo?”
“Certo, cosa aspetti?”

“Ma è un contest, che non ho mai capito cosa significhi esattamente, so solo che devo scrivere un post che parli della mia terra, pubblicarlo sul blog e inviarlo all’associazione Calabresi Creativi… se non ricordo male… l’associazione provvederà a pubblicarlo nella pagina fb ufficiale “Cunta e canta”… chi vuole entra lì e se gli piace il tuo articolo manifesta con un click il suo apprezzamento”

“E quindi?”

“E quindi questa cosa qui mi mette ansia anche perché non riuscirei a dire a nessuno entra e metti “mi piace”…non ci riesco, sarò limitata ma non ci riesco”

“Ma quanti problemi ti poni, se è una cosa che vuoi fare, partecipa….”

“Oh sì, avrei l’occasione di parlare del mio sud suddissimo con questo post, raccontarlo in modo diverso…anche se in fondo già lo faccio da quasi due anni… e poi chi viene selezionato, sarà la voce narrante di un Festival itinerante per le lande Calabresi, dovrà raccontare i luoghi, la gente le tradizioni il cibo, dovrà assaggiare il cibo nostro buonissimo…ok mi hai convinto partecipo!”

“Brava. E di cosa parlerai?”

“E di che vuoi che parli…Melicuccà”.

Ecco parlerò di Melicuccà, il paese dove è nata la nonna Bianca, lei che mi chiamava Tizianeda, la mamma della mamma vecchietta. Parlerò del suo paesello, che improvviso ti appare come da un incantesimo. Quello che per arrivarci devi percorrere strade ondivaghe protette dai corpi vivi e silenti degli uliveti, legati tra di loro da una danza di reti rosse e verdi a colorare la terra antica. Arriverò con le parole fino alla casa del mio bis-nonno Carlo, così sorprendente e iperbolico in tutto. Racconterò la sua forza fertile – povera bis-nonna Teresa di 21 anni più giovane per 12 anni gravida- la cultura profonda intelligente affettuosa, la passione per la letteratura e per la gente e i canti popolari che narrano la sua terra e i sogni e la tristezza e il dolore e l’amore. Il mio bis-nonno di tanto tempo fa, che ha scelto di vivere a Melicuccà, piccola isolata troppo amata, come si ama una donna persa, della cui nostalgia non puoi guarire se non ritrovandola. Lui che esercitava la professione di medico a Gioia Tauro un paese più grande importante, ma che poi ha scelto la casa bianca con le stanze ariose, con le finestre di sole, sospesa tra fontane cieli nuvole e campanili. Quella casa che molti anni dopo, attraversando placida il tempo, quando il mio bis-nonno era un ricordo in chi lo aveva amato, è diventata il luogo dell’appartenenza. Il luogo in cui il passato ha continuato ad abitare nella memoria delle due figlie signorine, le sorelle della nonna Bianca, rimaste lì ancora per molti anni a narrarcelo e nelle fotografie sparse per le stanze consunte dal tempo. Il luogo che ora abita in noi nipoti e pro-nipoti. Perché il rapporto con la propria terra è profondo e indissolubile. Il mio bis-nonno questo lo sapeva.
Sapeva questo amore che riversava nell’urgenza di raccogliere i canti del suo popolo, per non disperdere la bellezza sincera dei sentimenti. Lui, che mi immagino concentrato in quello sforzo amoroso che è la scrittura. Il bis nonno Carlo di tanto tempo fa, che per come ho ritrovato in un libricino prezioso che si intitola “D’Amuri e di Sdegno”, scriveva che i canti “sono un tesoro, una religione di amore e dolore, di sdegno e di gioia. In quei canti s’impara ad amare il popolo, a comprenderlo a stimarlo; si sente l’inno del suo sorriso e de’ suoi sospiri, la musica e il mistero della sua mestizia, il sogno delle sue speranze come l’impulsiva veemenza del suo carattere, lo schianto del suo dolore, il ruggito felino dei suoi sdegni”.
E io qui ora, a sentirmi parte naturale di queste lande assolate e rigogliose, delle rue sperdute, degli uliveti contorti nello sforzo di invecchiare, del vento che rimesta la memoria.

Cunta e Canta Blog Contest

Stiamo cercando te!

Sei un blogger e/o un videomaker maggiorenne della provincia di Reggio Calabria? Aiutaci a raccontare il Cunta e Canta!

Partecipare al contest è semplicissimo!

1. Leggi attentamente il regolamento

2. Comincia a pensare ad un articolo di max 3000 battute con almeno 3 foto e/o ad un video di max 90 secondi sul tema “Cunta e Canta”

3. Pubblicalo sul tuo blog e/o canale Youtube specificando la partecipazione al “Cunta e Canta blog Contest”

3. Compila la scheda di iscrizione che trovi in basso (hai tempo fino al 16 aprile 22 aprile!)

4. Aspetta la mail di conferma

5. Giorno 17 23, Calabresi Creativi pubblicherà un post sulla pagina Facebook dell’evento… invita i tuoi amici a votarti!

I primi due classificati delle rispettive categorie, riceveranno 500 euro cadauno e diventeranno narratori ufficiali del festival!